martedì 10 febbraio 2009

L'Italia del Grande Fratello e dei Grandi Vicesindaci

Mi sembra che Grande Fratello, la trasmissione televisiva dove ogni momento spontaneo è ben calcolato, stia vincendo in popolarità anche quest'anno.
Sintomatico.
Da qualche anno a questa parte ci siamo scoperti tutti spioni. Con buona pace dei dati di ascolto.
Chiaramente, parlo di quella fetta di Paese che ben volentieri si abbandona voracemente alle suddette visioni.
Visioni - beninteso - che con l'intelligenza c'entrano poco: in passato la TV è servita a unificare gli italiani sotto il profilo, ad esempio, lessicale, oltrechè culturale.
Oggi è il contrario: per fare audience, in programmi come questo vengono selezionati alcuni tra i peggiori soggetti, o quantomeno viene raccomandato loro di comportarsi da stupidi per un certo periodo - fino all'eventuale eliminazione o fino alla fine del programma, che dura, mi sembra, tre mesi.
Questa oggi è la TV "in chiaro": per trovare programmi più intelligenti, bisogna pagare, oltre al canone televisivo, un'addizionale che permetta l'acquisto di un pacchetto "Pay TV".
I due colossi che in Italia hanno tutto sono, lo saprete, Mediaset e Sky - il primo di proprietà di sapete chi, il secondo di Murdoch, che quando si è visto alzare l'aliquota IVA (da parte di sapete chi) ha auspicato con forza una crociata contro il Governo da parte degli utenti di quel polo televisivo.

Grottesco.

Murdoch è proprietario di Amazon e di MySpace, nonchè di News Corporation, per fare alcuni esempi.
E, come Berlusconi, sa che le coscienze qui in Italia stanno, fondamentalmente, dormendo.
Uno ci prova...

Invece chi ci prova e riesce è uno degli uomini più odiati degli ultimi tempi, da queste parti: Riccardo De Corato.
Il vice sindaco di Milàn ("che l'è 'n gran Milàn") ha voluto inaugurare il nuovo anno con gli sgomberi di alcuni centri sociali di questa città, che come molti sanno non sono covi di malintenzionati, quanto piuttosto punti di riferimento culturali.
La questione, mi sembra, sia puramente commerciale: il Governo centrale ha tolto l'ICI ai Comuni? Bene, si prendano delle contromisure.

Ma sembra che lo sgombero di Cox 18 sia avvenuto senza mandato.
E la cosa non mi meraviglia: a guardarlo in faccia, De Corato, mi viene in mente ciò che si diceva dell'ex presidente USA George W. Bush Jr, appena scalzato.

E non parliamo di colei che siede alla poltrona a cui ambisce il nostro Riccardino.

Ecco un estratto dal blog di Cox 18, che riguarda l'archivio Moroni, conservato nei locali del Centro Sociale e che il nostro intelligentone voleva bruciare:

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I tentacoli sulla città (e sull'Archivio Primo Moroni)
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Conchetta, La Moratti vuole appropriarsi dell'archivio Moroni
Lunedí 26.01.2009 13:29
"E' un patrimonio storico della citta', lavoreremo per tenerlo vivo". Lo ha detto il sindaco, Letizia Moratti, a margine della presentazione del "Progetto Castello", rispondendo riguardo al destino dell'archivio Moroni, conservato al centro sociale Conchetta sgomberato la scorsa settimana. "Ne ho parlato con l'assessore Finazzer Flory - ha aggiunto - che si sta attivando".
"Cercherò di aprire subito un contatto per vedere se posso recuperare questo patrimonio librario e collocarlo in alcuni spazi nostri per continuarne la fruizione". Lo ha detto l'assessore comunale alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, a margine della presentazione del "Progetto Castello", riguardo al destino dell'archivio Moroni al centro sociale Conchetta.

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Milano, oggi, è solo una città che offre - concretamente - del lavoro a chi ne ha voglia.
E offre passeggiate in centro a chi vuole farsi un giro per le vetrine di molte boutique d'abbigliamento.
Poi basta.

Abito fuori da questa città, ma comunque vicino.
Per fortuna non la vivo.
Anche perchè non avrei nulla di stimolante da fare.

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